“Nocturna 24” di Gianluca Ingaramo – Recensione

                                                  

12620458_500265163489141_1176211297_o“Nocturna 24. Storie dal buio” di Gianluca Ingaramo

Montecovello Editore

 

Recensione a cura di
Oriana Tardo

 

Ho letto queste “storie dal buio” fra le lenzuola, ogni notte, prima di addormentarmi e mi sono ritrovata in un limbo tra sogno e incubo, cullata dal mio stesso stupore. Dalla prima riga, ho amato la scrittura di Gianluca… uno stile attento e ricercato che mi ha fatto subito pensare: “Questo è un vero scrittore!”.
Prima di leggere una storia, ahimè, leggo “la Scrittura”: per me conta ciò che conta di più è la forma, il contenuto è secondario. La Scrittura è la culla di una storia, è il primario filo conduttore di una trama. Se non mi piace come scrivi, non leggo oltre le prime 5 pagine.
Gianluca è riuscito a trascinarmi, tra le atmosfere cupe e agghiaccianti, in una calda e amabile narrazione. Con maestria, l’autore ha “Scritto” ogni racconto slegando e riagganciando tutti i pezzi in un unico flusso di estasi. Eccovi un estratto che mi ha lasciato in estasi:

“Ogni frammento di vetro equivale a una scheggia di memoria; è tagliente, le dita si feriscono nel maneggiarlo, così come il cuore sanguina nel ricordare la trasformazione. Nadia avvicina i frammenti, cerca di farli combaciare, e finalmente vede riflesso il suo viso, striato dal sangue e trasfigurato dall’espressione allucinata. …Si taglia i polsi e lascia che le sue vene restituiscano poco alla volta il sangue rubato”
(dal racconto: Passeggiata notturna)

L’incubo, poi, si fa sogno; la realtà cambia forma e colore, saltella tra passato e futuro, ed il presente si fa incerto.  Ad ogni racconto, ci si ritrova come gettati in uno spazio claustrofobico, la cui unica via d’uscita è afferrarne il finale. Si, perché la conclusione di ogni racconto è un sospiro di sollievo, uno shock intellettuale, e leggi il successivo quasi in apnea, col cuore stretto in gola, in attesa del vero colpo di scena (quello che non ti aspetteresti mai). Quest’antologia è un viaggio d’introspezione!
Ho incontrato l’arte che ha aperto il mio pensiero a un’altra dimensione…

“Il quadro deve essere il portale per una diversa dimensione», concluse in una delle sue riflessioni solitarie”
“Riesco a sentire il canto degli uccellini e il profumo del gelsomino, quando qui l’estate è passata da un pezzo. Forse nell’altro mondo l’alternarsi delle stagioni è più lento, eppure sono convinta che il tempo non sia immutabile”
(dal racconto: Ritratto di Signora)

“Una qualche malefica entità si annida nelle acque lacustri, ti tiene imprigionato in quel luogo ormai insopportabile, riesce a impedirti un qualsiasi contatto con l’esterno: se l’entità vuole essere ritratta, tu come artista devi obbedire”
“Tu devi ritrarre ciò che hai visto, concretizzare con l’aiuto dell’arte ciò che sarebbe impossibile descrivere con le parole, imprimere un monito sulla tela”
(dal racconto: Pittore maledetto)

Ho sentito richiami letterari e cinematografici (nel racconto “Ritratto di Signora” mi sembrava di ritrovare “La signora Dalloway” di Virginia Woolf, o un “ritratto di Dorian Grey”.
Leggendo il racconto “Dissolvenza in rosso”, mi è sembrato anche di ritrovarmi in una nuova puntata della serie tv “Black Mirror”, poiché narra una messa in scena cinematografica che poi si dissolve nella realtà… (non posso dirvi di più, per non togliervi la sorpresa).
Leggendo questo libro, ho attraversato atmosfere bohémien e ho dimenticato il tempo. Ho fatto i conti con il mio lato oscuro, come ogni personaggio di quest’opera lotta contro il proprio demone interiore. Il tema del “doppio” rivela, ancora una volta, la raffinata scrittura di Gianluca, la sua ricerca intellettuale e il valore intimo e culturale di quest’opera che vale assolutamente la pena di custodire gelosamente nella propria libreria!

Lo consiglio vivamente! Buona lettura!

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