Anna Cambi al Salone del libro, Alter Ego Edizioni

alter ego edizioni anna cambiAnna Cambi al
Salone del libro,
Alter Ego Edizioni

 

Ecco l’autrice con in mano la sua opera “Rosso fuoco” edita da Alter Ego Edizioni.

Intervista all’autrice

1. Quando e in quale luogo è nata la tua passione per la scrittura?
Quando facevo le elementari. Scrivevo sempre la stessa storia, con tanto di illustrazioni: un bambino va in vacanza con i genitori e trova una mappa del tesoro.
Ricordo anche che dopo cena mi mettevo alla scrivania a scrivere una specie di giornalino con tanto di rubrica con le parole difficili del giorno, che cercavo appositamente sul vocabolario.

2. Di che colore sono le tue opere?
Scrivo romanzi e, ogni tanto, racconti. Il genere è noir, contaminato sia dall’horror che dall’erotico. Le mie opere vanno dal nero al blu scuro al viola al rosso fino al rosa chiaro con qualche schizzo di verde acido.

3. La scrittura è anzitutto emozione. Quali sono le 3 principali emozioni che provi quando scrivi?
Esaltazione. Paura. Onnipotenza.

4. Pensi che la scrittura possa essere uno strumento terapeutico nella vita quotidiana?
Ne sono convinta. Scrivere ti porta altrove, la concentrazione necessaria alla scrittura ti ficca la testa dentro la storia e non esiste altro.

5. Cosa vuol dire per te scrivere?
Tenermi a galla. Prendere aria.

CONOSCIAMO L’OPERA: “Rosso Fuoco”
1. Raccontaci un po’ dell’opera… Dov’è ambientata?
Narra dell’amicizia tra due adolescenti. Fiamma coinvolge Moira in giochi pericolosi, ai quali partecipa anche il padre di Fiamma. Il titolo dell’opera è ispirato al colore dei capelli della protagonista e al suo accendino!
Non c’è un’ambientazione precisa. Non uso quasi mai riferimenti geografici, e quando lo faccio sono sempre molto vaghi. In questo romanzo c’è un paese, un bosco, un casa e una villa, un po’ come nelle fiabe.

2. Quale colore vi assoceresti?
Si va dal viola al rosa pesca, passando ovviamente per il rosso del titolo.

3. Alla protagonista, invece, quale colore assoceresti? Parlaci un po’ della sua identità…
Le protagoniste sono due ragazze adolescenti.
Moira, solitaria e introversa, alla disperata ricerca di qualcuno i cui demoni siano compatibili con i suoi. Colore: viola.
Fiamma, ambigua, enigmatica, dal fascino ipnotico. Colore: rosso.

4. Quali emozioni ricorrono maggiormente lungo tutta l’opera?
Solitudine. Senso di inadeguatezza. Paura. Disorientamento. Eccitazione.

5. Cosa ti ha ispirato?
L’immagine di una ragazza con i capelli rossi che gioca con un accendino d’oro: mi è venuta in testa questa scena, di lei seduta nel bosco che si brucia le dita, e tutto è partito da lì.

Scegli un frammento del romanzo da donare al lettore, affinché questo libro sperduto nell’Isola che (non) c’è venga scoperto e ritrovato come le preziose biglie dello zio Tootles:

Mentre le fiamme si alzavano, non so come ma percepii la sua paura svanire, sostituita da quella stessa calma assoluta che si era impossessata di lei in occasione del nostro primo rogo, quando avevamo bruciato l’uccello morto nel bosco.
Capii che in quel momento per lei non esisteva nient’altro che il fuoco, e io stessa mi resi conto di fare fatica a staccare gli occhi dalla magnificenza di quello spettacolo in continua evoluzione. Poi qualcosa scattò dentro di me e fu come se stessi vedendo il fuoco per la prima volta. In precedenza non mi ero mai accorta di quanto potesse essere vivo, impetuoso e bellissimo. E i colori… Non c’erano più solo le infinite varianti di rosso e giallo e arancione che vi avevo sempre scorto, ma vidi il nero e il bianco e poi blu, verde, viola e centinaia di altre sfumature di cui non conoscevo l’esistenza, risultato dell’abbraccio imprevedibile di quelle lingue guizzanti che lottavano per poi fondersi le une nelle altre, in un’orgia fatale.

AL SALONE DEL LIBRO:

Come stai vivendo l’esperienza del salone? Come si approcciano i lettori allo stand?
Il Salone come autrice è un evento unico, ti fa sentire parte di una comunità privilegiata, una casta di folli adoratori della parola scritta.

Aspettative?
Mi aspetto di creare curiosità nella nicchia (di lettori).

Cosa ti porti dietro dopo questa giornata?

Commozione. Gratitudine nei confronti di coloro che, tra le migliaia di libri esposti, hanno scelto di comprare Rosso fuoco. Voglia di andare avanti, di scrivere il romanzo nuovo sperando di vederlo esposto al Salone l’anno prossimo.

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